12/06/2010

GENZANO, 11/6/2010

Grazie a tutti per la bella serata di ieri.
Grazie a Mirella, in primis, per l'ospitalità.
E a tutti gli amici che sono venuti a passare un po' di tempo con me.

081025-at_the_Beach.jpg

14/05/2010

venerdì 21/5, Ladispoli (ipotesi scaletta)

Vorrei che la serata di venerdì fosse piuttosto agile.
Anche perchè vorrei valorizzare la grande novità di questa quinta uscita: la musica del mio amico Lino.

IPOTESI SCALETTA
A. monologo MAX con inserti
B. presentazione progetto / brani predicatori / video bambino
C. WELBY (con inserti)
D. chiesa e omosessualità (lettera levitico)
E. [da capire con Lino: 5. Atlas Ufo Robot] ???? // in alternativa: BIBLE FIGHT
F.
monologo di Dio (protesi digitali)
G. finale con Lino?

in realtà, tanto per cambiare ci sono tante cose che mi dispiace lasciar fuori.
ad esempio tutte le immagini raccolte nell'ultimo anno che potrebbero essere proiettate.
e poi la favoletta di iNaah. e ancora: l'excursus sull'arte italiana (ma per questo non c'è proprio tempo).

  

 

 

24/04/2009

PREX, il rosario elettronico

rosario.jpg

veramente un oggetto di cui si sentiva una profonda necessità.

ma consiglio di guardare il video.
le mie parole sarebbero comunque insufficienti e inadeguate.

www.prexonline.net

19/04/2009

recensione teatro.org


Andreoli di Nazareth è costituito (per il momento) da due monologhi e un reading. Nel primo monologo Maximilian, un amico d'infanzia di Gesù, racconta come si sono svolti davvero i fatti e, cioè, che Gesù è morto a 12 anni colpito al petto da una lancia per mano sconosciuta. Prima di morire Gesù ha incaricato proprio Max di portare a compimento il lavoro per cui era venuto al mondo. Max non riesce però nell'intento e, non invecchiato più dopo il trentesimo anno, è sopravvissuto fino al giorno d'oggi. Ci racconta la sua difficoltà, le sue perplessità (perché nessuno da allora si è fatto più vivo?) fino a trovarsi a parlare direttamente con lui (Dio? Gesù? forse entrambi) chiedendo loro il perchè di tanto silenzio.
Un monologo interessante, delicato e tenero, che ha forse l'unico dettaglio irrisolto di non spiegare come mai, se Gesù è davvero morto a 12 anni e Max NON è riuscito a farne il percorso al posto suo, a noi sia giunta comunque la storia di Gesù come la conosciamo dai Vangeli. Un immenso falso storico ? Max non si pone la domanda e il testo di Andreoli nemmeno.
Lo sviluppo del monologo poi, dato l'argomento e anche le tecniche narrative del suo autore, rasenta, a momenti, il cabaret (la barzelletta), senza cadervi mai, ma avvicinandovisi pericolosamente ma forse siamo noi che ricordiamo troppe barzellette su Gesù...
La seconda parte invece è un reading, una lettura che vede l'attore rendicontare gli spettatori su alcuni estremisti fanatici e fondamentalisti cristiani che ha contattato su internet chiedendo pareri sul suo primo testo (non capiamo se per provocazione o per sincero scrupolo teologico). Ne emerge un resoconto agghiacciante, tra deliri misogini e maschilisti ,sostenuto da testimonianze video e audio prese dalla rete, sulle tante ecolalie che (anche sulla rete ma non solo) riguardano chi si arroga il diritto di parlare in nome di Dio.
Anche qui non si capisce però il senso dell'interazione. Se cioè si sono scelte certe organizzazioni come interlocutore per mostrare l'assurdità di certe frange estreme, compito favorito dalle loro posizioni insostenibili (più evidenti ma meno pericolose dell'estremismo del Vaticano così come di quello di altre religioni), o se invece si è cercato con loro un dialogo sincero.
Insomma Andreoli è un credente in crisi o un laico che vuole ripristinare la democrazia?
La terza parte vede un secondo monologo nel quale Andreoli, indossato uno speciale casco che gli copre il viso, mostra al pubblico due monitor nei quali compaiono rispettivamente un occhio e una bocca recitante.
Il perosnaggio ...ciclopico è un Dio, depresso e colto da dubbi, che si rivolge a uno psicologo. Una scrittura interessante e intelligente che individua davvero i dubbi di un creatore che si trovi dinanzi l'evolversi imbarazzante del suo creato.
Come accenna Andreoli durante il reading (e come spiega bene su internet) Andreoli di Nazareth è un format, prima ancora che un testo, all'interno del quale possono convivere forme diverse di spettacolo e dunque ogni rappresentazione è sempre una cosa sé e non si può parlare di vere e proprie repliche.
Un format interessante di ricerca sulla Bibbia (in realtà più sul Nuovo Testamento) la cui ambiguità di fondo (sincera passione teologica o curiosità letteraria?) non si risolve e costituisce forse un ulteriore aspetto di interesse.
Ma come molti spettacoli non canonici su dio e la religione, anche Andreoli di Nazareth rischia di rimanere chiuso nell'angusto ambito della critica sterile, perchè proposta a chi, credendo, non può esercitare alcuno spirito critico, o a chi, non credendo, trova irrilevanti le tormentate questioni teologiche.
Detto altrimenti si finisce col sorridere di chi, proclamandosi ateo, passa tutto il tempo a parlare di dio...
ADN è comunque un format intelligente e interessante, un'esperienza cui assistere, per la sua forte componente performativa (soprattutto il monologo digitale).
Un ottimo inizio per la rassegna Mutamenti del teatro Arvalia con cui Andreoli di Nazareth ha aperto, insieme a Le figurine mancanti del 78.
(Roma, teatro Arvalia, 17 aprile 2009)

18/03/2009

con domine

IL PAPA: L'AIDS NON SI COMBATTE COL PRESERVATIVOfotomontage-fahndungsfoto-06.jpg

Un coro di critiche, accompagnate da una valanga di dati sulla diffusione del virus Hiv, da società civile, Ong e scienziati, e un silenzio quasi totale dal mondo politico hanno accolto le parole del Papa sul no all'uso dei preservativi nella lotta all'Aids.

"Non servono anzi aumentano i problemi"

ha detto Ratzinger mentre volava verso il Camerun, prima tappa della sua visita in Africa, continente in cui vive il 67% dei sieropositivi dell'intero pianeta. Parole che in un istante demoliscono anni di campagne di informazione e sensibilizzazione messe in atto dall'Onu, dalle associazioni gay e dalle Ong che lavorano a stretto contatto con i sieropositivi e che oggi tornano a ripetere il loro monito: il preservativo è "fondamentale" nella lotta all'Aids, "é un'arma decisiva". Tace, tranne qualche eccezione, la politica.

Nessuna reazione arriva infatti da Pd, Pdl e altre forze parlamentari, mentre interviene - solitario - il segretario di Rifondazione comunista Paolo Ferrero: "Nessuno vuole negare al Vaticano di proporre la propria concezione della sessualità - dichiara - ma la tutela della salute delle persone e la lotta all'Aids impone la prevenzione e quindi la distribuzione di preservativi".

I radicali parlano di "falsità antiscientifica" e lanciano un appello proprio a quella classe dirigente rimasta in silenzio: "dimostri coraggio, coerenza e serietà smentendo quelle frasi che alimentano l'ignoranza e la diffusione dell'Aids". Appello finora inascoltato. Tocca quindi alla società civile prendersi la responsabilità di condannare il "grave errore" del pontefice e la "cattiva informazione" contenuta nelle sue dichiarazioni. "Siamo alla complicità consapevole di contribuire al diffondersi di una patologia che proprio in Africa assume i tratti di vera e propria pandemia", afferma il presidente dell'Arcigay, Aurelio Mancuso, mentre "il comportamento umano morale e corretto evocato dal papa ha per ora solamente contribuito ad aggravare la disastrosa situazione africana". Franco Grillini, presidente di Gaynet, parla di "responsabilità non solo morale, ma anche diretta, della chiesa cattolica nella mancata prevenzione alla diffusione dell'Hiv", mentre Actionaid cita i dati dell'Unaids (33 milioni di persone infettate nel mondo, di cui 22 nell'Africa sub-sahariana) e ricorda che il preservativo resta "un'arma decisiva per la prevenzione". Anche il mondo scientifico si preoccupa di confutare la tesi del papa e cioé che i preservativi "aumentano i problemi". "Penso che il Papa sia stato informato da cattivi consiglieri - dichiara l'immunologo Ferdinando Aiuti da sempre impegnato nella ricerca e nella lotta a questa malattia -: la scienza ha dimostrato che i preservativi sono un'arma fondamentale contro l'Aids e tutte le malattie sessualmente trasmesse".

Fuori dal coro la World Women's Alliance for Life & Family (Wwalf) che il 20 e 21 marzo terrà in Vaticano la Prima Conferenza Internazionale su donna e diritti umani: considerare l'uso del preservativo come la panacea nella lotta all'Aids "denota o ignoranza o malafede", afferma la presidente Olimpia Tarzia, mettendo in guarda da "un inganno che induce, particolarmente le giovani generazioni, a una falsa sicurezza, esponendoli maggiormente al rischio". (fonte: libero.it)

11/03/2009

ripartiamo...

Tante cose stanno succedendo.
Bisogna ricominciare a lavorare.

Io riparto da qui:

2639_58023983902_687273902_1481680_6915144_n.jpg

05/01/2009

Florio dixit

il post è falso. Io è l'abbreviazione di Dio. Mi do il benvenuto su questo taccuino aperto a tutti, una specie di libro delle dediche che si trova in alcuni musei..."scrivete le vostre impressioni o i vostri consigli"...PORCO *** [censura del curatore]. Aspettate.Non vuol essere un banale gesto esibizionista,tantomeno un virtuosismo poetico.No,solo lo spunto per un più ampio ragionamento.Iniziamo con le parole chiave: porco; dio; pascal;epifania.
Cominciamo con l'accoppiata che fa arrabbiare i fanatici credenti.Spostiamoci nelle sedie dei credenti e vediamo i fatti dal loro punto di vista.Cos'è che condanna all'inferno l'incauto bestemmiatore?L'accostamento al nobile animale?un vago richiamo alla integrità morale del dio?Mi chiedo: ma se dio esiste ed è creatore del tutto,dunque anche del porco,perchè dovrebbe offendersi se paragonato al succulento quadrupede?e ancora,dal momento che nessuno conosce o può descrivere dio,perchè non supporre che sia anche porco?voglio dire:anzitutto se egli c'è,è anche clemente ed equo,dunque non può certo accogliere compiaciuto i complimenti di perfezione e onnipotenza ed adombrarsi per appellativi meno luccicanti,non vi pare?Se dicessi UOMO DIO,o FIUME DIO e via dicendo..sarebbe meno grave?non è forse lercio l'uomo?non è forse lurido il tevere(solo per rimanere attuale per carità..)?Mi si obietterà che il nome Suo non va nominato...bè...questa è bella!ma se c'è in tutte le preghiere?il zibellinato lo pronuncia ogni due parole!!i conti non tornano...Ora sediamoci tra le sedie dismesse dei non credenti,attenti a non cadere a gambe all'aria.Se dio non esiste qual'è il problema di sostenere,per altro in maniera sintetica ed efficace,per esempio la mia rabbia momentanea?Non credo ci sia nulla da aggiungere da questo lato.Ma veniamo al punto di vista cruciale:quello del porco.Nessuno,nemmeno le associazioni animaliste,si è mai chiesto se il porco possa sentirsi offeso o gratificato dal binomio citato..Ora è assai plausibile che il porco sia paragonato ad una divinità, non considero i vegetariani in questi paragoni,ma tutti gli altri entusiasticamente accetterebbero questa nuova divinità posti davanti alle delizie che dal maiale, o porco, si possono ricavare.Credo che il porco non sia per niente felice di essere paragonato ad un dio,o A dio.Nella suo proverbiale senso pratico della vita,vorrebbe essere piuttosto etichettato con qualcosa la cui esistenza è fuori discussione,non certo con chi da sempre è di dubbia presenza.
Era il 1650 circa e Blaise Pascal spara una di quelle cazzate,talmente grande che ancora oggi viene riportata su tutti i manuali di filosofia: LA SCOMMESSA SU DIO.Il nostro in sostanza diceva che l'uomo deve scegliere se credere all'esistenza di dio oppure no.Come fosse un gioco d'azzardo,l'uomo che scommette sull'esistenza di dio e vive seguendone gli insegnamenti ha tutto da guadagnare poichè se dio esiste lo compenserà con l'invito nel regno di dio,se perde non perde nulla.Rischiare il finito per guadagnare l'infinito è un rischio succulento.Come il porco d'altronde.Sono fin troppo palesi i limiti di questa scommessa,che comunque invito a leggere personalmente,che da per scontata l'esigenza di dover scommettere su certe persone..divinità insomma.Spesso alcuni parroci mi hanno proposto questa come risposta alla mia adolescente domanda su l'esistenza o meno di dio.Se avessi studiato filosofia alle medie forse avrei saputo rispondergli.Fa niente.La vendetta è un piatto che va consumato freddo.Come la coppa,il prosciutto,il salame e il sanguinaccio.
L'epifenomeno,riporto dal dizionario Zingarelli della lingua italiana,è un FENOMENO ACCESSORIO CHE ACCOMPAGNA I FENOMENI CORPOREI,SENZA ALTERARNE O MODIFICARNE LO SVILUPPO; 2)SINTOMO SECONDARIO CHE SI AGGIUNGE A QUELLI FONDAMENTALI DI UNA MALATTIA. L'epifania,ovvero l'epifenomeno osservato dai tre re magi,è dunque una stronzata.Letteralmente una stronzata.Un fenomeno che accompagna i fenomeni corporei senza modificarne lo sviluppo:una cagata o defecazione per intenderci.Se poi si vuole utilizzare il secondo significato si ottengono conclusioni ancor più perniciose.
Un ultima osservazione:Con che arroganza si sarebbe preso il diritto di farmi a sua immagine e somiglianza?è con orgoglio che confesso di assomigliare ad un porco.
Ho provato a spiegare questi miei dubbi,queste perplessità a suo figlio,ma quando sono andato in una delle sue tante case sparse per Roma,ho trovato solo gruppi di pensionati che ululavano sull'altare canti natalizi,ho cercato dove c'era una croce,ma ho trovato un cartello ingiallito con scritto :TORNO SUBITO.

POST di MARCO FLORIO, amico e intellettuale

13/12/2008

scandalo playboy

playboymexico.jpgPolemiche in Messico per la copertina dell'edizione locale di Playboy. Nel numero di dicembre, la famosa rivista ha pubblicato in prima pagina la foto di una modella, Maria Florencia Onori: indossa un angelico velo bianco che le copre parzialmente la nuca e il corpo nudo. La modella è ritratta in una posa che rimanda alla Vergine, sotto il titolo: "Ti adoriamo, Maria". Come se non bastasse, la rivista è stata fatta uscire il giorno prima delle ricorrenza messicana dedicata alla vergine della Guadalupa
Al solito in questi casi l'opinione pubblica si divide: da una parte chi sorride, dall'altra chi si indigna. Uno scherzo, un'allusione, un tocco di blasfemo che non fa male a nessuno, dicono i più tolleranti. Una inutile provocazione e un'offesa a tutti i cattolici, sostengono altri. Da che parte sta la ragione? (Libero News)

04/11/2008

Gesù contro i vampiri!

Esce per Edizioni Arcadia il fumetto "Loaded Bible".
Il titolo del primo numero è "Gesù contro i vampiri".
Il retro di copertina è superbo:

In un futuro non troppo lontano,
gli Stati Uniti d'America sono sotto il
dominio di orde di vampiri succhiasangue.
Solo un uomo può mettere fine
a questo regno del terrore.

Cosa farà Gesù?

Spaccherà il culo ai vampiri.
 


Gli autori sono Seeley, Bellegrade, Englert.
Su Wikipedia c'è qualche riga in merito: http://en.wikipedia.org/wiki/Loaded_Bible
Questa la copertina:

LBcover.jpg

Fortunatamente a Lucca Comics l'ho trovato.
Lo leggo subito. E vediamo di che si tratta.

27/10/2008

spot censurato

20/08/2008

definizione di Zonnebloemen

Cristianesimo: La fede che uno zombie cosmico ebreo, il quale è padre di se stesso, che ti può dare la vita eterna se tu simbolicamente mangi la sua carne e telepaticamente lo accetti come tua guida in modo che lui possa rimuovere una forza malvagia dalla tua anima, presente in tutta l'umanità perchè una donna nata da una costola fu convinta da un serpente parlante a mangiare da un albero magico. 
 
http://zonnebloemen.splinder.com 

11/07/2008

foto del 2

Queste alcune immagini scattate il 2 luglio scorso da Dario (Aggioli) durante l'ADN#2 a Marino:

2b1ec6f920fb1f1f043f56bd1ca34b59.jpg443ed7f2113db9515b15805c73f0373e.jpg293cb11e838b73c5bd02e4cce9ebdc77.jpg4e1d89a78b9021610e1d7953bab8235d.jpg2d15e5c4ab220434d988da220f8db445.jpg

05/07/2008

close-up su adn

353371fda352fee36e9d324293eb6c15.jpg

 

 

 

 

 


Qui la recensione di luigi Coluccio per CLOSE-UP:
http://www.close-up.it/spip.php?article4072

Roberto e gli altri 49

Tra i motivi che mi fanno essere felice di questo mio piccolo progetto, uno su tutti mi pare significativo: la gente ha voglia di dirmi cosa ne pensa, ha voglia di muovere critiche, mi chiede di fare due chiacchiere.
Evviva.
Il blog qui presente, del resto, nasce proprio per perseguire l'obiettivo dello scambio, del dibattito.
Anche per questo - lo ribadisco per chi pensa che il mio avviso sia solo un vezzo - ADN NON E' UNO SPETTACOLO. 

L'altra sera ho chiacchierato un po' con Roberto, una persona che ha assistito alla mia serata ma che non conoscevo affatto.
Ringraziandolo per l'attenzione, copio e incollo qui le righe che ha inviato al blog di Ubu Settete; lo faccio solo perchè questa sede è senz'altro più adatta per le sue parole.

--------------------------------------------------- 

Ciao sono Roberto, ho visto lo spettacolo la sera del 02/07/2008 a Marino. Mi sono fermato con te fuori dal teatro per domandarti alcune cose. Spero che ti ricordi, se no, non fa niente. Volevo spiegati più ampiamente di quello che ho fatto a voce.

Per prima cosa, quello che mi ha colpito è la poca gente che ha partecipato allo spettacolo. Non puoi pensare di creare un dibattito come tu hai detto alla fine dello spettacolo stesso, quando, da una parte non ci sono interlocutori (pochi), e quei pochi non creano contraddittorio, perchè ti accettano per quello che sei, perchè sanno quello che stai comunicando, perchè sono pienamente d'accordo con te.
Non voglio mettere in discussione lo spettacolo stesso, ma dico che per la gente comune, parlo della gente che non è abituata di andare a teatro, non è abituata a certi discorsi strutturati in
maniera con troppe metafore, non è abituata a lunghi discorsi che a volte sembrano senza testa e coda.
La mia critica sta nel fatto che oggi più di ieri si ha bisogno di coinvolgere le persone, di farle partecipare, di insegnargli che ogni individuo è importante e diverso dall’altro. Non credo porti a nulla uno spettacolo come ieri sera, credo che viene fatto per un’ego personale, per mettersi in mostra, per pochi intimi. Scusa se sono così esplicito, ma non possiamo sempre girare intorno per poi non dire nulla.
Ti ho detto che per me, e solo per me, sei andato troppo veloce, non c’era il tempo per assimilare i/il concetto, per sono un Ex traumatizzato cranico, con tutta una serie di difficoltà, e una è questa. Prova a pensare quando scrivi a gli altri, a quelli che come me non riescono a seguirti, perché credo troppo complesso. Parli per pochi, per chi è d’accordo con te.
Nella mia nuova esperienza di seconda vita, vedo e accetto solo per chi parla a tutti, per chi tenta un approccio comunicativo alla portati di tutti; semplice.
Oggi credo, rispetto ai messaggi che ci arrivano addosso ci dobbiamo ribellare, dobbiamo dire la nostra coinvolgendo più persone possibili. Non so come fare, sono legato a questa idea di comunione (non solo nel senso religioso), di rispetto, di altruismo, di accettazione delle diversità dell’altro.
Scusami per questo sfogo, un caro abbraccio, Roberto

--------------------------------------------------- 

Provo a rispondere per quanto posso:
- Sarebbe bello che tanta più gente prendesse parte non solo ai miei piccoli esperimenti, ma, più in generale, a tutte le iniziative di Ubu Settete e del teatro autoprodotto romano. Del resto, certi numeri, dipendono solo in minima parte da noi: chi frequenta con una certa regolarità il teatro instabile e non sovvenzionato di Roma, sa bene che certe dis-abitudini sono dure a morire. Detto questo abbiamo portato circa 50 spettatori a vedere "Andreoli di Nazareth" a Marino. Si tratta di un risultato quasi trionfale.
- Certo; di norma più ci sono amici in sala, più diminuiscono le eventuali voci di dissenso. Ma non è sempre così. Spesso, anzi, le critiche più dure capita di riceverle proprio dagli amici; da quelli veri. Del resto, torniamo al primo punto. E poi nessuno può e vuole impedire agli amici di esserci quando ci si mette alla prova (non solo andando in scena). 
- Accetto di buon grado le tue critiche alla struttura. E ne terrò conto. Tuttavia si tratta di una struttura, va detto, che se è difettosa e incolpeta, lo è necessariamente. Anche per questo "Andreoli di Nazareth" non è uno spettacolo teatrale.
- E' vero. "Andreoli di Nazareth", fin dal nome, è un lavoro egoistico. Ma mi dà modo di fare qualche esperimento. E poi chi mi conosce sa che quell'egoismo non serve tanto per mettermi in mostra (figuriamoci, mica faccio l'attore io!) ma, semmai, per dire - da ricercatore più che altro, da piccolo divulgatore - "guardate cos'ho trovato!", "venite un po' a sentire...!", "che ne pensate di questo?". Dici che un atteggiamento del genere non porta a nulla? Ma è ovvio che non porti a nulla!
- Ti garantisco che non è mia intenzione "parlare difficile", fare il fighetto artistoide incomprensibile. E sinceramente non credo sia questo il caso. Quanto all'idea di dire sempre e solo cose che siano dirette a tutti, ma proprio a tutti... beh non è che sia troppo d'accordo. Non per snobismo, assolutamente. Ma perchè so (questo lo so) che solo i grandissimi sanno comunicare questioni complesse con parole semplici. Io non sono un grandissimo; io sono un piccolissimo. Provo a dire le mie cose, sperando umilmente di conservare un po' di onestà intellettuale e di condividere con altre persone (magari non tutte) cose che mi sembrano interessanti o per bellezza o per utilità. Sono comunque convinto che la semplicità sia un valore; ma solo per chi è in grado di compiere miracoli; uno tra tutti: non cadere mai nella banalità, non trasformare mai semplicità in semplicismo.

Ti ringrazio davvero di queste tue parole.
Ti saluto ricambiando l'abbraccio e sperando in altre condivisioni.
Marco.

04/07/2008

mercoledì

Bene.
Anche il secondo ADN può essere consegnato agli annali.
Ringrazio tutti coloro i quali hanno voluto assistermi; e tutti coloro i quali hanno assistito alla serata di Marino.
Grazie agli Ubi, ad Anna (come sempre), a Marco (santo subito), a Lorenzo (che mi ha aiutato con i video) e a tutti gli altri.
Nei prossimi post proverò a pubblicare qualche immagine e, se ci riesco, qualche mini-clip.